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In trincea con gli alpini

Su richiesta del buon Andrea (Sgobbi, ndr) l'anno scorso mi ha chiesto se ero disponibile per un'attività da svolgere con i ragazzi delle scuole sul Carso. Sentita la famiglia gli ho dato la disponibilità.

Arrivando al dunque si trattava di fare da autista con un pulmino della Sezione ANA di Palmanova da Cervignano dove si raccoglievano i ragazzi delle classi terze e quarte dell'Istituto ISIS Maligni per trasportarli a Fogliano-Redipuglia e quindi sulle alture poco distanti presso la trincea Mazzoldi.

Fin quì tutto semplice e lineare partenza alle 7.30 e rientro verso le 17.00.

Il primo giorno recatisi al punto di prelievo ci sono una serie di ragazze e ragazzi con abbigliamento da trekking ed alcuni genitori ad aspettarci; dopo i convenevoli e le presentazioni di rito, si parte per Fogliano.

Giunti presso la sede della pro loco sita nella ex stazione ferroviaria alla presenza del Sindaco, del Presidente della Sezione Ana di Palmanova, del Colonello Responsabile dei Sacrari Militari, del Presidente della Pro Loco Fogliano Redipuglia e dell'instancabile Andrea viene fatta ai ragazzi la presentazione dell'attività che andranno a svolgere in trincea.

Giunti sullo slargo adiacente il luogo delle attività si comincia a scaricare parte dell'attrezzatura necessaria a svolgere il compito; ci si cosparge di repellente per zecche e moscerini e si forniscono i DPI (caschi, occhiali, e guanti). Come primo giorno si provvede anche a montare il pennone con la base per fare l’alzabandiera.

Tutto pronto ma… si scopre che la solita cassa non c'è. E quindi? Schierati i giovani a semicerchio, dato l'attenti, con la mano sul petto, si tira fuori la voce per cantare il nostro inno!

Dopo i primi versi in solitaria con la mia voce da usignolo, alcuni giovani si uniscono dando un senso all’evento. Espletato anche questo doveroso compito… del resto è legato al Nostro essere Alpini Italiani. 

Il buon Andrea come responsabile dell'attività, ha presentato concretamente l’obiettivo del “cantiere di lavoro” e dei volontari alpini presenti designandomi come "capo cantiere” e… si inizia a lavorare.

Il primo giorno, il tempo rimasto non ci ha permesso di fare grandi lavori se non una visita alla trincea Mazzoldi, illustrando quanto fatto negli anni scorsi.

Presa visione delle attività da eseguire e distribuita l’attrezzatura, si è cominciato a conoscersi scambiando le prime battute. Ma l'orologio incombe e si avvicina l'ora del pranzo. Raccolti gli attrezzi e caricati ci si avvia verso la dolina organizzata per il pranzo dove i cuochi del nostro Gruppo hanno preparato alcune leccornie per alimentare i nostri giovani. 

Ecco qui finisce lo scarno e freddo diario di viaggio che si è protratto per due settimane e comincia quello dell'alpino, del compagno di viaggio che per 10 gg è rimasto a fianco di 15 ragazzi. Giovani che, oltre a pulire la trincea (rimuovere pietre, spostare terra, sistemare i muretti a secco), hanno legato tra loro, aiutandosi, fraternizzando, scherzando, cantando e scavando alla continua ricerca di un reperto degno di menzione.

Il pomeriggio è stato dedicato agli approfondimenti e le ore passate ascoltando gli storici, visitando musei e luoghi iconici del nostro territorio legati agli eventi bellici hanno sicuramente messo qualche seme in quel terreno fertile che sono i Nostri Giovani.

Staremo e vedere i frutti.

 

Piergiorgio Bramuzzo

Capo cantiere e socio del Gruppo ANA di San Giorgio


È stata sicuramente un’esperienza molto interessante perché abbiamo potuto toccare con mano e scoprire la storia che, a scuola, non abbiamo ancora studiato.

È stato affascinante poter provare ad immedesimarsi ed immaginare le sensazioni dei ragazzi, praticamente nostri coetanei, che un secolo fa, dovevano presidiare la trincea, lì dovevano stare e lì ci vivevano in qualsiasi condizione (pioggia, sole, caldo, freddo, ecc.).

Ci ha fatto riflettere quanto abbiamo trovato: un bossolo, un pezzo di cuoio della giacca, un bottone, una suola di scarpone. Tutto questo ti lascia un attimo di stucco, ti viene il magone. 

È stato molto bello trovarsi con i ragazzi austriaci e in quel luogo lì, poter fare l’alzabandiera con loro, far vedere quanto ci teniamo alla nostra patria e soprattutto fare l’alzabandiera anche con la loro bandiera, con il loro inno per far provare un senso di vicinanza e di amicizia.

Sul lavoro in trincea, posso dire che, per me, è stato faticoso però è stata una fatica appagante perché la mattina stare lì sotto il sole e dare i colpi col piccone...

lo fai diciamo con piacere, pensando ai soldati che oltre cent’anni fa le trincee le hanno scavate da zero in condizioni peggiori, molto molto peggiori delle nostre.

 

Maria Bonutti

Studentessa partecipante, per il secondo anno, all’iniziativa