Pellegrinaggio sul Golico in Albania

Pellegrinaggio sul Golico in Albania, ”Golgota” dei nostri Soldati, un doloroso e tragico anticipo di ciò che poi sarà “La Campagna di Russia”.

Saremo in 4 del nostro gruppo: Davide, Valerio, Luisella e lo scrivente (Giovanni Sguassero).

 

Non sarà una gita ma un dovuto Pellegrinaggio, si terranno cerimonie di commemorazione dei Caduti.

 

Domanda: Perché questo Pellegrinaggio?

Risposta: Per ricordare, per non buttare nella pattumiera chiamata “Dimenticatoio” pezzi di Storia che ha visto come protagonisti i nostri padri o nonni.

Per poco più di una settimana visiteremo i luoghi tristemente famosi in cui i nostri soldati, in particolare gli Alpini, si sono immolati per impedire lo sfondamento del nostro fronte da parte dell’Esercito Greco.

 

Le catene montuose del Golico, dello Scindeli, del Trebescini e la valle del fiume Vojussa sono definite come “Il Calvario degli Alpini o il Golgota degli Alpini”, le sofferenze ed i sacrifici patiti dai nostri soldati furono paragonate a quelle inferte al Buon Gesù. Visto quanto è accaduto non è una bestemmia.

 

Ci sono zone di quel complesso di catene montuose che non vengono visitate dalla fine della guerra tant’è vero che in ogni precedente Pellegrinaggio si sono recuperati resti insepolti di militari, italiani e greci, morti 76 anni fa.

Consiglio vivamente la lettura di due libri che descrivono con dovizia di particolari la situazione in cui i nostri Soldati si sono trovati durante la “Campagna di Grecia ed Albania”, libri che dovrebbero essere letti da tutti in particolare dai giovani, dopo la lettura la domanda che ci si dovrebbe porre è la seguente: Come mai tutto ciò è accaduto? C’è qualche analogia con gli eventi di cui ai nostri giorni?

 

I due libri sono:

“Padre Generoso stammi vicino… muoio” diario del Cappellano degli Alpini del Battaglione Gemona.
“I Fantasmi della Vojussa” Gli Alpini del Battaglione Cividale raccontano.

 

Quanto accaduto sul Golico e più in generale in Grecia non ha poi impedito ai nostri governanti di allora di intraprendere, a poco meno di un anno di distanza, una campagna ancora più tragica vale a dire “La Campagna di Russia” con i disastrosi risultati che sappiamo.

 

Purtroppo la Storia che dovrebbe essere “Maestra di vita” non lo è mai stata, i fatti di ieri come quelli odierni sono la palese dimostrazione.

 


 

Al nostro rientro, che avverrà il 29 aprile, seguirà, sempre su questo sito, il resoconto del “Pellegrinaggio” compiuto.


Resoconto del "Pellegrinaggio"

Pellegrinaggio sul Golico, Quota Monastero, Punta nord del Mali Scindeli.

 

Il visitare o meglio il Pellegrinaggio compiuto in quei luoghi è stato un continuo susseguirsi di forti Emozioni che, in poche righe, tenterò di trasmettere a chi ci leggerà.

Emozioni: Per il fatto che per giungere in Albania, in macchina, abbiamo attraversato ben 5 confini che delimitano genti diverse in lingua e religione con la consapevolezza che poco più di due decenni fa, le stesse genti, si erano combattute fra loro senza esclusione di colpi o di pietà.

Emozioni: Per il fatto di aver percorso gli stessi sentieri sui quali hanno camminato i nostri soldati prima di andare a morire sul Golico o a Quota Monastero o sullo Mali Scindeli. È mia convinzione che quei luoghi siano paragonabili ad un Sacrario, diciamo una Redipuglia, ma a cielo aperto, ad ogni passo si possono vedere residuati bellici che fanno comprendere quale fu la violenza di quel conflitto che ha visto contrapposti greci ed italiani.

Emozioni: Per il fatto che quando sul Golico abbiamo celebrato una breve cerimonia per commemorare TUTTI I CADUTI, greci ed italiani dunque, un’aquila abbia sorvolato il nostro Gruppo.

Emozioni: Per il fatto di aver trovato degli elmetti, in ottimo stato di conservazione, in una sella del Golico dove una mappa militare di quei tempi indicava dove furono sepolti degli Alpini.

Emozioni: Per il fatto che abbiamo trovato, camminando su un pendio, parti di equipaggiamento ed i resti di un alpino che, a ragion veduta, potrebbe essere del battaglione Gemona o del Val Fella perché proprio su quel pendio hanno combattuto quelle due Unità. 

Emozioni: Per il fatto che, pur nella infame irrazionalità di una guerra, non si riesce trovare una minima spiegazione logica per quel conflitto considerato che, oltre alla superba bellezza dei paesaggi, non c’è altro per cui valga la pena di iniziare una guerra e mandare a morire dei giovani. 

Ho letto e visto diverse pubblicazioni e foto sulla guerra d’ Albania e Grecia ma non mi ero mai fatto una idea precisa di quei luoghi e delle condizioni in cui i nostri soldati combatterono; dopo questo Pellegrinaggio posso comprendere perché il Golico fu definito come Golgota o Calvario per i soldati stessi.

 

Grazie a Guido Aviani e Ilario Merlin che mi hanno permesso di provare queste emozioni!

 

(resoconto a cura di Giovanni Sguassero)

Pagina pubblicata sul Il Friuli il giorno 2 giugno 2017

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